Da martedì 22 settembre 2015 è stata pubblicata ed è quindi ufficiale la nuova ISO 14001, anche se al momento l’UNI non l'ha ancora resa disponibile.

Vengono introdotti nuovi elementi cardine quali il concetto di protezione dell’ambiente nel nuovo requisito Protecting the environment, ovvero l’impegno delle Organizzazioni a iniziative proattive volte a proteggere l’ambiente dal danno e dal degrado, coerenti con il contesto dell’Organizzazione.

È proprio il contesto dell’Organizzazione (Strategic Environmental Management) un’altra novità introdotta da questa revisione dello standard. Il nuovo requisito si propone l’intento di comprendere e capire il contesto dell’Organizzazione per identificare e sfruttare al massimo le opportunità a beneficio sia dell’Organizzazione che dell’ambiente. Un’attenzione particolare è posta sui fattori o i cambiamenti relativi ai bisogni e le aspettative delle parti interessate (compresi i requisiti legislativi) e le condizioni ambientali locali, regionali o globali che possono influenzare l’Organizzazione o esserne influenzate dalla stessa.

La nuova 14001 sposta cambia target e quindi il focus si incentra verso il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. Questo sembra essere il fine del termine Environmental Performance, e cioè che l’Organizzazione, coerentemente con gli impegni della sua Politica, potrebbero volere la riduzione delle emissioni, gli scarichi e i reflui sui livelli da lei stabiliti e fissati che non siano quindi solo il mero rispetto legislativo

In ultimo viene introdotto il concetto di Lifecycle thinking che dovrebbe portare le Aziende certificate ad avere la necessità di estendere il proprio controllo e la propria influenza sugli impatti ambientali associati con l’uso, il trattamento e lo smaltimento del prodotto a fine vita, senza che sia necessario effettuare un Lifecycle assessment.

Questi sono solo alcuni dei nuovi cambiamenti introdotti dal nuovo standard, ma non sono gli unici; viene abbandonato, ad esempio, il concetto di “Procedure documentate”, introducendo il termine con “Informazioni Documentate” e lasciando la responsabilità alle Organizzazioni di individuare quali sono all’interno dei Propri Sistemi di Gestioni, le informazioni che dovranno essere documentate affinché il Sistema si regga, funzioni e migliori secondo i presupposti definiti dalla Direzione e dalla politica.

Documenti che, vista oggi la nascita e lo sviluppo di sistemi cloud, possono essere implementati e concepiti su piattaforme in grado di accrescerne la condivisione tra tutti i livelli.

Insomma, il nuovo standard, si propone l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un Sistema di Gestione meno burocratico e formale, ma più innovativo e cercando, con nuovi strumenti, tecniche e metodologie, di accrescere all’interno delle Organizzazioni la consapevolezza, la condivisione e la cultura della prevenzione e della salvaguardia dell’ambiente, prima di tutto.

Ing. Alessandro Ardu